Docente di letteratura e poi scrittore a tempo pieno, è il creatore di Rambo, protagonista del suo romanzo d'esordio Primo sangue (1972).
Da allora la sua carriera è stata prolifica di romanzi e successi, con milioni di copie vendute negli Stati Uniti e traduzioni in ventisei lingue.

Frank Balenger

Chi sono

Sono nato e cresciuto a Buffalo, nello stato di New York. Mio padre era insegnante di storia alle medie superiori. Io mi arruolai nei ranger e prestai servizio nella prima guerra del Golfo, dove mi colpì la sindrome del Golfo, con spossamento, febbre e dolori muscolari. Mi ripresi quanto bastava per ottenere un incarico come detective di polizia ad Asbury Park, New York, dove mia moglie lavorava per un'impresa immobiliare. Mi occupavo prevalentemente di reati sessuali.
Ma quando mia moglie scomparve e le indagini di polizia si arenarono, abbandonai l'incarico per condurre le ricerche in prima persona. Per guadagnare in fretta un po' di soldi, mi feci assumere come civile presso un'agenzia privata di sicurezza nella seconda guerra del Golfo.
In Iraq il mio convoglio venne attaccato. Fui tenuto prigioniero da uomini incappucciati che minacciavano di decapitarmi se non avessi confessato crimini di guerra di fronte a una videocamera. Riuscii a fuggire, ma in seguito a quell'esperienza mi fu diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress.
Il mio psichiatra ricorse a una terapia insolita; mi consigliò di cercare rifugio nel passato, di leggere libri di storia e romanzi storici e, in generale, di cercare di riportare la mente a fatti legati al passato.
Funzionò… per un certo periodo.

Interessi

Data la mia ossessione per il passato, sono interessato all'esplorazione urbana e attratto dai vecchi edifici che riescono a trasmettermi la sensazione di trovarmi in una curvatura temporale. Effetto che si verifica in particolare nelle abitazioni abbandonate che contengono ancora i vecchi mobili, come se ne trovano abbastanza spesso. A volte scovo anche giornali e riviste di decenni prima. Vecchi telefoni a disco e televisori in bianco e nero. E immagino come doveva essere vivere mezzo secolo fa. A volte però, come ho scoperto dentro il Paragon Hotel, il passato diventa una minaccia invece che un rifugio. Questa ossessione per il passato giustifica anche il mio particolare interesse per le capsule del tempo. Quali possibili segreti sulla vita potremmo scoprire da quello che le generazioni passate hanno sotterrato per noi? O forse il passato viene sepolto per una precisa ragione?

Musica

Mi piace il pop, ma il mio psichiatra sostiene che devo ascoltare la musica di qualche decina d'anni fa. Pensa che i sintomi del disturbo post-traumatico da stress possano essere tenuti sotto controllo se evito il presente e mi trasferisco con la mente al passato. Trovo rasserenante ascoltare Glenn Miller e le grandi band dell'era swing. Mi piacciono i pezzi di Frank Sinistra del periodo in cui cantava con l'orchestra di Tommy Dorsey. Adoro le vecchie incisioni delle canzoni di Cole Porter; quando le ascolto mi sembra di trovarmi a un fantastico party degli anni Venti.

Cinema

Tutti i film in bianco e nero sono un rifugio. I road movie di Bob Hope/Bing Crosby costituiscono una magnifica distrazione. I migliori in assoluto sono i vecchi film ambientati in epoche precedenti. Sono lontani due volte dalla realtà attuale. Cime tempestose, Il gobbo di Notre-Dame, Il fiume rosso. Sono così vividi che mi sento addosso il tocco carezzevole del passato.

Televisione

History Channel.

Libri

Indietro nel tempo, di Jack Finney, Appuntamento nel tempo, di Richard Matheson e, ovviamente, Paragon Hotel, di David Morrell.